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  1. “Donne che amano troppo” di Robin Norwood – La Biblioteca di Babele
  2. Donne che amano troppo
  3. Donne che amano troppo – Robin Norwood – Ecco come scaricare il Libro in epub

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Quando giustifichiamo tutti i malumori,il cattivo carattere,l'indifferenza o li consideriamo conseguenze di un passato difficile e cerchiamo di diventare la sua terapista,stiamo amando troppo.

Quando leggiamo un saggio di psicanalisi e sottolineiamo tutti i passaggi che potrebbero aiutare lui,stiamo amando troppo Quando siamo offesi dal suo comportamento ma pensiamo che sia colpa nostra perchè non siamo abbastanza attraenti,stiamo amando troppo. Quando la relazione con lui mette a repentaglio il nostro benessere emotivo e la nostra salute,stiamo amando troppo.

Quando essere innamorate significa soffrire,stiamo amando troppo. Alcune donne si sono lasciate ossessionare tanto dal pensiero del partner da riuscire a malapena a sopravvivere.

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Nota: La disponibilità prevista fa riferimento a singole disponibilità. Disponibile in giorni o settimane ad es. E,per lo stesso motivo,se entrano nella nostra vita uomini più interessati al nostro benessere,alla nostra felicità e alla realizzazione di noi stesse e dei nostri desideri,di solito li ignoriamo. Uomini di questo tipo vengano di solito ignorati o,nel migliore dei casi rilegati al ruolo di caro amico,perchè non riescono a suscitare in noi il tuffo al cuore o il nodo allo stomaco che abbiamo deciso di chiamare amore.

Questi uomini simpatici e comprensivi hanno solo il torto di non offrirci il dramma,la pena o la tensione che troviamo tanto esilaranti. Per noi,infatti,quello che dovrebbe essere cattivo diventa buono e quello che dovrebbe essere buono diventa sospetto,strano e ci mette a disagio. Se stare con un uomo la mette a disagio,la ferisce,la spaventa,la delude,la fa arrabbiare o ingelosire,troverà sgradevole questa esperienza.

Qualcosa da evitare piuttosto che da perseguire. Quando era scomparso lei lo aveva atteso pazientemente. Sembrava che lei avesse abbastanza amore,stabilità e resistenza per reggere qualsiasi cosa che a lui venisse in mente di fare.

Un tossicodipendente non cerca qualcuno che lo aiuti a guarire, cerca qualcuno che gli garantisca di poter continuare tranquillamente a drogarsi. Per quanto possiamo aver dimostrato di essere incapaci di amministrarci,ciascuno di noi ha bisogno di sentirsi padrone della propria vita. Quando qualcuno ci aiuta,spesso proviamo del risentimento perchè il fatto stesso di aiutarci implica potere e superiorità.

Inoltre,in genere,un uomo ha bisogno di sentirsi più forte della sua partner per poter provare per lei un desiderio sessuale. Il vero significato di questa storia è l'accettazione. L'accettazione è l'antitesi della negazione e del controllo.

E'la disponibilità a riconoscere la realtà per quello che è e a permetterle di esistere senza il bisogno di cambiarla. Questo è il segreto di una felicità che non viene dalla pretesa di manipolare le cose e le persone che ci circondano,ma dalla capacità di sviluppare una pace interiore,anche di fronte alle provocazioni e alle difficoltà. Nella favola la Bella non aveva alcun bisogno che la Bestia cambiasse.

L'accettazione da parte delle Bella lasciava libera la Bestia di sviluppare il meglio di se stessa. Il meccanismo della negazione è particolarmente utile per ignorare verità che non vogliamo prendere in considerazione. Usando il meccanismo della negazione,nessuno decide con una scelta consapevole di non adattarsi alla realtà,di mettersi i paraocchi per non vedere con chiarezza quello che gli altri fanno o dicono,e nessuno,quando è in atto il meccanismo della negazione,decide di non sentire le proprie emozioni: tutto si limita ad accadere quando l'Ego,nella sua lotta per proteggersi dai conflitti,responsabilità e timori schiaccianti,cancella le informazioni e le intuizioni troppo dolorose e importune.

Allora preferisce non sentire niente del tutto. Da qui nasce il bisogno di controllare persone ed eventi.

Controllando quello che succede intorno,si cerca di crearsi un senso di sicurezza. Chiunque si trovi in una situazione di disagio,cerca di controllarla per quanto è possibile.

Con la fantasia di onnipotenza si crede di essere la causa di tutto ma anche di avere il potere di cambiare tutto,in meglio o in peggio. Non è facile e ci mette a disagio osservare che il comportamento disinteressato,l'essere buoni e le offerte di aiuto,in realtà possono essere dei tentativi di controllare la situazione e non avere motivazioni altruistiche.

L'aiuto è il lato luminoso del controllo.

“Donne che amano troppo” di Robin Norwood – La Biblioteca di Babele

Bisogna sempre analizzare a fondo le motivazioni che stanno dietro il nostro bisogno di aiutare gli altri. Non voleva sapere perchè non voleva provare più il vecchio terrore della sua infanzia: che il dissenso potesse mandare in pezzi il suo mondo.

Il suo sistema di allarme emotivo,che altrimenti l'avrebbe avvertita di tenersi alla larga da un uomo del genere,era inoperante perchè la sua tendenza alla negazione era troppo sviluppata e troppo forte. Quando la relazione si sgretola la donna cade nella disperazione più profonda.

Con ciascuno dei fallimenti sentono sminuire il loro valore. All'esterno ero molto ribelle,ma dentro di me non c'era che confusione" "Da bambina avevo escluso tutti i miei sentimenti per non soffrire e avevo bisogno di tutte le tragedie che quegli uomini mi procuravano solo per sentirmi viva. Per me erano solo un mezzo per avere cura di me stessa.

Ero molto più abile nel curarmi di loro di quanto riesca a curarmi di me stessa" Una donna deve sviluppare un buon rapporto con se stessa prima di poter avere una relazione sana con un uomo.

Nelle donne che amano troppo tutti gli incontri con uomini sbagliati erano solo un riflesso della rabbia,del caos e della ribellione che sono dentro di loro e i loro tentativi di controllare questi uomini sono anche dei tentativi di controllare le pulsioni interiori e i sentimenti che le trascinano. Molte donne commettono l'errore di cercare un uomo con cui sviluppare una relazione senza aver prima sviluppato un relazione con se stesse. La ricerca deve cominciare dentro di noi.

Perchè quando nel nostro vuoto andiamo cercando l'amore,possiamo trovare solo altro vuoto. Quello che manifestiamo all'esterno è un riflesso di quello che c'è nel profondo di noi: quello che pensiamo del nostro valore,del nostro diritto alla felicità,quello che crediamo di meritare dalla vita. Quando cambiamo queste convinzioni,cambia anche la nostra vita. Dovevo imparare a lasciare che fra noi tutto scorresse liberamente,invece di intromettermi continuamente per cercare di costringere le cose nel senso che volevo io.

Nelle famiglie disturbate,i bambini si sentono responsabili dei problemi della famiglia e anche della loro soluzione. I modi in cui questi bambini cercano di salvare le loro famiglie sono fondamentalmente 3: rendersi invisibili,diventare cattivi o essere bravi.

Rendersi invisibili significa non chiedere mai nulla,non dar mai fastidio e non avere nessuna esigenza. Il contributo che possono dare consiste nel non esistere. Essere cattivi significa essere ribelli,il capro espiatorio della famiglia,il problema della famiglia. Fare di se stessi il punto focale delle sofferenze della famiglia,della rabbia,delle paure e delle frustrazioni. In loro c'è un unico sentimento:la rabbia,che copre il dolore e la paura. Senza il suo uomo su cui concentrare la sua attenzione i sentimenti l'avevano sopraffatta.

Anche se lui non aveva la sua forza e la sua maturità,poteva vivere senza di lei mentre lei non poteva vivere senza di lui.

Abbiamo bisogno di renderci conto che la pratica della negazione e del controllo non migliora la nostra vita.

Donne che amano troppo

Anzi,la negazione ci trascina in relazioni che danno spazio al nostro bisogno compulsivo di rinnovare le vecchie lotte infantili,mentre il controllo ci inchioda in questo tipo di rapporto,sempre impegnate a cambiare qualcun altro invece di noi stesse. Al fondo dei nostri sforzi di cambiare una persona c'è una motivazione fondamentalmente egoistica: la speranza che,riuscendo a cambiarla,saremo felici.

Non c'è niente di male nel desiderio di essere felici ma porre la fonte di questa felicità fuori di noi,nelle mani di qualcun altro,significa negare le nostre capacità ed evitare la responsabilità di cambiare in meglio la nostra stessa vita. Paradossalmente,è proprio l'accettazione che consente all'altro di cambiare,se vuole. Se il partner di una donna è un maniaco del lavoro,per esempio,e lei si lamenta delle lunghe ore che lui passa fuori di casa,il risultato qual è?

I tentativi di lei di costringerlo a starle più vicino,in realtà lo stanno spingendo ancora più lontano. Questa donna deve convincersi che il problema del marito non è un problema suo e che non ha nè il potere,nè il dovere,nè il diritto di indurlo a cambiare.

Deve imparare a rispettare il suo diritto a essere se stesso anche se lei vorrebbe che fosse diverso.

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Il compito di una donna non è quello di raddrizzare la vita del suo uomo,ma quella di arricchire la propria. Quasi tutti abbiamo la capacità di essere felici ma spesso non rivendichiamo il diritto a questa felicità perchè crediamo che sia il comportamento di qualcun altro a impedirci di realizzarla.

Cercare di cambiare qualcun altro è frustrante e deprimente,mentre esercitare il nostro potere reale di cambiare noi stesse e la nostra vita è esilarante. Se si smette di cercare di cambiare gli altri e si volge le nostre energie a sviluppare i propri interessi ne trarremo gioia e soddisfazione,qualunque cosa si faccia.

Se poi,alla fine,scopriamo che le nostre occupazioni sono abbastanza soddisfacenti da assicurarci una vita ricca e piena per conto nostro,non avremo più tanto bisogno della compagnia altrui. Oppure,diventando sempre meno dipendente dai nostri uomini per la nostra felicità,forse decideremo che il nostro impegno con un partner assente non ha senso e preferiremo sbarazzarsi di una relazione che non ci soddisfa.

Nessuna di queste soluzioni è possibile finchè continueremo a provare il bisogno di cambiare gli altri per poter essere felici. Quando una donna che ama troppo rinuncia alla sua crociata per cambiare il proprio uomo,lui è libero di valutare le conseguenze del suo comportamento e allora,forse,deciderà di liberarsi dei suoi problemi e diventare più disponibile sia fisicamente che emotivamente.

Le donne che amano troppo sono totalmente dipendenti dalla relazione. Sono "drogate" di un uomo,attaccate alla sofferenza,alla paura,allo struggimento. Poichè di noi stesse pensiamo tutto il male possibile,vogliamo un uomo che ci faccia sentire migliori.

Poichè non riusciamo ad amare noi stesse,abbiamo bisogno di lui per convincerci di essere amabili. Alla fine scopriamo che le nostre soluzioni sono diventate i nostri problemi più gravi.

Tirare avanti senza di lui per noi è peggio che sopportare tutto. Saperlo è una cosa ma ammetterlo è un'altra. I suoi familiari non volevano sentire niente da lei,niente cui non potessero rispondere: "Oh che bello! Meno lui le dava,più lei aveva bisogno di ricevere qualcosa da lui. Aveva capito che per lei era necessario tenere una considerevole distanza,sia geografica che emotiva,tra se stessa e la sua famiglia.

Se conoscere qualcosa sul nostro conto lo infastidisce o se non riesce a capire,dobbiamo vedere la cosa come un problema suo,non nostro. Non dobbiamo stravolgere noi stesse per piacere a un uomo. La prima cosa deve essere la nostra guarigione.

Altrimenti non ci rimarrebbe niente da offrire a nessuno. Si sentiva attratta da uomini impossibili e in queste relazioni ci sarebbero stati molti litigi,periodi di tensione e di trepida attesa.

Più dramma,più eccitamento,più stimolazione. Sembra spossante,non è vero? Certo,a lungo andare lo è,ma come la cocaina o qualche altro potente stimolante,nel tempo breve queste relazioni offrono un'evasione totale,un piacere che maschera in modo molto efficace la depressione. E'quasi impossibile sentirsi depresse quando si è intensamente eccitate,sia in positivo che in negativo,perchè l'adrenalina raggiunge livelli altissimi e ci stimola. Ma un'esposizione troppo prolungata all'eccitamento esaurisce la capacità di reazione dell'organismo e ne consegue che la depressione diventa ancora più profonda.

Molte donne,per via della loro storia emotiva di un'infanzia costellata di continui episodi di stress o che hanno ereditato la vulnerabilità alla depressione da un genitore,sono fondamentalmente depresse ancor prima di cominciare le loro relazioni. Queste donne possono cercare inconsciamente lo stimolo di una relazione difficile proprio per forzare le loro ghiandole a secernere adrenalina. Per evitare i loro sentimenti,si fissano letteralmente a un uomo e lo usano come droga per evadere.

Una relazione che fa soffrire senza dare alcuna gioia è un'ossessione vera e propria e questa è una malattia che affligge molte donne che hanno avuto un'infanzia disturbata da rapporti malati. La guarigione richiede che smettiamo di fare quello che sembra darci sollievo. Per via dell'ansia tremenda che insorge quando si cerca di interrompere la dipendenza da uno stupefacente o da una persona,deve essere costantemente disponibile qualcuno che possa dare sostegno,rassicurazione e comprensione.

Una ragione di insuccesso della terapia nel trattamento di qualche dipendenza è la convinzione che la dipendenza sia solo un sintomo e non il disturbo principale,che deve essere preso in considerazione per primo,se si vuole che la terapia continui e progredisca.

Invece,di solito,si lascia che la paziente continui a praticare il suo comportamento ossessivo,mentre le sedute di terapia sono dedicate a scoprire le ragioni di questo comportamento. Questo approccio è decisamente troppo lento e di solito inefficace. Andare in cerca delle ragioni che stanno sotto il vizio di bere,nella speranza che,scoprendone la causa,l'abuso di alcol cesserà,non serve a niente.

La causa del bere è il fatto che il paziente è alcolizzato. Solo mettendo in primo piano il problema dell'alcolismo c'è qualche possibilità di arrivare alla guarigione.

Il sogno di come dovrebbe essere e i suoi sforzi per realizzare questo fine distorcono la sua percezione di come effettivamente sia il rapporto.

Ogni delusione viene ignorata e minimizzata. Perchè ormai lei è totalmente concentrata su di lui,sui suoi problemi,il suo benessere e i suoi sentimenti verso di lei sono la cosa più importante. Ben presto diventa l'unica fonte di tutto il bene della sua vita.

Anche se stare con lui non è una gioia,non va alla ricerca di gratificazioni emotive da qualche altra parte. È sicura che,se lo renderà felice,lui la tratterà meglio e allora sarà felice anche lei. Ogni volta che lui è irritato,considera la cosa come un suo fallimento e si colpevolizza. Lei poi comincia a sentire il bisogno di parlare di tutto questo con il suo uomo e,se lu accetta di parlare con lei,le dice che ha torto,che sta immaginando cose che non esistono.

E lei gli crede perché ha troppo bisogno di credergli. Accetta l'idea che sta esagerando i loro problemi e si allontana sempre di più dalla realtà. La sua relazione è diventata tutto il suo mondo e vede il suo umo migliore di quello che è. Tutta la vostra fatica e tutti i vostri sforzi non possono cambiare lui ma potete cambiare voi stesse. Usate la vostra forza per fare questo di buoo per la vostra vota. Lui non ha bisogno di un'altra mamma e voi non avete bisogno che lui sia il vostro bambino.

Il bambino potrebbe trasformare il suo disagio diventando un uomo violento.

Una bambina invece concentrerà tutte le sue attenzioni sul suo giocattolo preferito, che sia un peluche di orsetto o una bambola non cambia la sua funzione, la bambina se ne prenderà cura, la cullerà penserà ai suoi bisogni.

Cresciuta, farà la stessa cosa, si prenderà cura di qualcuno questa volta di un uomo, ma con un uomo che avrà necessità di compassione, soccorso, aiuto e richieste di attenzioni che spesso sfociano nel vittimismo.